La Compagnia

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La Compagnia 2019-01-20T11:03:58+00:00

La Compagnia balestrieri Waldum nasce nel 1987 ad opera di alcuni giovani appassionati della storia di Gualdo Tadino.

L’intento è quello di rievocare l’antico uso della balestra medievale, arma in auge nella città tadinate fin dal quattordicesimo secolo.

Nel Febbraio del 1396, il Comune di Perugia aveva nominato suo Conestabile, un capitano di ventura gualdese, tale Gualdana di Pietro, che era così passato agli stipendi dei Perugini, portando con se una squadra di soldati a piedi, suoi concittadini, tra cui alcuni balestrieri e ciò « pro expungnatione fortilitii Portularum ».

Il Gualdana fu riconfermato in tale comando nel mese di Agosto, nell’Ottobre e finalmente nel Dicembre « ad custodiam castrorum Comitatus et ad servitia et mandata dominorum Priorum».

Nel 1447 la città di Gualdo riceveva sei fiorini ogni semestre dal Tesoriere della Camera Apostolica per l’acquisto di balestre ed altre armi. L’uso della balestra a Gualdo è confermato da due altri documenti datati 1455 e 1458, conservati presso l’Archivio di Stato a Roma nei quali viene descritto l’inventario appartenente agli armigeri presenti nella Rocca Flea:

«1455. Inventario de le Roche del Ducato e de la Marcha». Da esso si apprende che il 17 Giugno, Martedì, del 1455, il Commissario Pietro Gundissalvo da Valenza, mandato dal Papa, dimette dalla sua carica « Spectabilem Virum Melchiorrem de Calendrinis de Serzana», Castellano della Rocca di Gualdo, già eletto da Martino V, e vi sostituisce il nobile uomo «Antonio de Petronibus de Spoleto», il quale ricevendo le chiavi e la consegna della Rocca stessa, giura con la forinola riferita nell’ istrumento. Quest’ultimo termina con le parole: « Acta fuerunt hec in dicta arce Gualdi sub anno Indict. die mense et pontificatu quibus supra presentibus ibidem venerabilibus viris Angelo de Velis de Perusio, et Ser Marino de Montefalcone Testibus etc.».

Segue quindi un:

“Inventarium rerum et munitionum repertarum in dieta arce assignatarum prelibato dno Antonio novo Castellano per dictum dnum Petrum Commissarium sequitur et est tale: In primis una campana grande acta ad sonare: quindici balestre grosse da molinello: cinque molinelli forniti con girelle: 1960 aste da verettuni: 1264 verrettuni ferrati: 4 cassetti da verettuni senza ferri: quatro cincti da balestre forniti: 4 chiavi da balestre: una incudineta per fare ferri da verrettuni: doy croci de legne per balestre a bancho: sei talglie de legne con girelle e senza: quatro banchi forniti da carcare balestre..”

In un altro manoscritto che ha per titolo: «Inventari Rocharum 1458, tempore domini nostri pape Pij II», troviamo un secondo inventario dello stesso genere del precedente:

“Inventarium bonorum repertorum in arce terre Gualdi.
In nomine domini, amen, anno d. a. nat. eiusdem M°. CCCC°. LVIIII° Jnd. VIJ, tempore etc. Pii pp. II, die vero XVIIIJ Ianuarii. Hoc est quoddam inven tarium rerum bonorum, mobilium et repertorum in arce terre Gualdi Nucerini apud Iacobum de Tolomeis de Senis tunc Castellanum diete arcis, factum, scriptum et publicatum per me Bartholomeum de Albinzinis not.

infrascriptum mandato et commissione R.di in Xpo p. et d. d. Nicolai de Bonapartis perusii etc. dignissimi thesaurarii etc. In primis: Cinque balestre ad molinelli fornite – Tre molinelli colli cordoni – 4 balestre sensa noce et corda – tre balestre rocte – 1 bayccho – 1 celata – 1 cassa da velectoni ferrata.”

Successivamente un decreto del Cardinale Legato di Gualdo del 1519 stabiliva che una parte dei proventi della Fiera di San Michele Arcangelo, che si svolgeva ogni anno a maggio, doveva essere destinata alla disputa del Palio ed alla sfida tra balisteriis.

Rievocando proprio quel momento storico, ogni ultimo fine settimana di settembre, in occasione del Palio di San Michele Arcangelo, i balestrieri si sfidano nel tiro sul corniolo: il vincitore avrà l’onore di scortare il Palio e di consegnarlo nelle mani della Porta vincitrice dei “Giochi de le Porte”.

Nel mese di giugno del 2013 la Compagnia ha inaugurato la propria sede ufficiale presso la Torre Civica in Piazza del Soprammuro per gentile concessione della famiglia Rosi ed in particolare della Dott.ssa Maria Rosi.

La Torre Civica ed il Palazzo del Podestà, risalenti al XII secolo, erano la sede del Magistrato. Le attuali dimensioni del complesso sono un terzo di quello originario, in parte distrutto dal terremoto del 1751. Per la sua mole ed il suo fossato che la rendevano una struttura militare imponente, venne definita la “Rocca minore”, in parallelo con la Rocca Flea.

La sede è aperta al pubblico ed è stata allestita per illustrare la storia della Compagnia ed il tiro con la balestra.